Leaky gut (permeabilità intestinale), funzione epatica, autoimmunità, cortisolo, stanchezza surrenale, glicemia ed Epstein-Barr

Ritmo circadiano del cortisolo

Dopo quasi 20 anni di insonnia, reflusso gastrico, stanchezza cronica, colon irritabile, dermatite e molto altro, tutti i problemi stanno arrivando ad una fine.

Negli ulitmi due anni, ho lasciato tutto e mi sono messo a cercare per capire quale fosse il problema e soprattutto come risolverlo. In questo periodo di tempo, ho effettuato oltre 100 test diagnostici, ho letto più di 70 libri su scienza e nutrizione e consultato qualche migliaio di articoli online tra blog, studi e ricerche.

Uno potrebbe chiedersi, ma perché non sei andato dal medico?

In realtà, ci sono andato. In due anni di tempo, ho effettuato almeno 50 visite mediche con specialisti di ogni genere. Alla fine, la diagnosi era sempre la stessa: “lei è stressato, cerchi di stare tranquillo”. I più insolenti mi hanno anche prescritto tranquillanti, sonniferi ed antidepressivi. Tutta merda che io non ho mai preso.

Tutto quello che ho scoperto, è stato comunque meraviglioso. E non riesco ancora a capacitarmi di come nessuno tra i medici che ho incontrato, mi abbia mai parlato di leaky gut, sensibilità al glutine, stanchezza surrenale (adrenal fatigue) ed altro ancora. Senza parlare di esami diagnostici necessari in questi casi e che ho scoperto leggendo e navigando come il cortisolo salivare o il test dei due zuccheri per la permeabilità intestinale. I test di Cyrex Labs non li nomino neppure per decenza. La risposta dei medici invece era sempre e solo stress, stress ed ancora stress. Tant’è che alla fine, ero davvero stressato! ;-)

C’è ancora un pochino da fare, ma ci siamo quasi e la strada è certamente quella giusta.

Cos’è la Leaky gut o aumentata permeabilità intestinale?

Il tratto gastrointestinale è composto da cellule che sono strettamente disposte e connesse da giunture ben serrate. Il tratto digestivo si infiamma come risultato di una cattiva digestione, stress elevato e molti altri fattori. Questa infiammazione compromette le giunture, permettendo a particelle di cibo indigerito, tossine e batteri di entrare nel circolo sanguigno. Una volta che queste particelle di cibo vengono assorbite, il sistema immunitario reagisce ed inizia ad attacarle poiché le considera come sconosciute e quindi una minaccia. Questo crea un circolo vizioso che genera altra infiammazione e che a sua volta promuove ulteriore permeabilità intestinale.

Questa condizione richiede solitamente anni per svilupparsi. Come il tratto gastrointestinale si danneggia, le cellule perdono la capacità di digerire il cibo a causa di una carenza enzimatica. E questo nel tempo può portare a malnutrizione, infiammazione, sovracrescita di funghi e batteri, intolleranze alimentari ed un sistema immunitario iperattivo.

Permeabilità intestinale

Come misurare la permeabilità intestinale?

Il metodo attuale e più diffuso (eppure mai abbastanza) per diagnosticare la permeabilità intestinale è il test del lattulosio e mannitolo. Il test è semplice da eseguire (bere soluzione zuccherina e poi raccolta urine) e ci consente (o almeno dovrebbe) di valutare la permeabilità della parete intestinale, e la sua capacità funzionale di assorbimento.

L’assorbimento del lattulosio indica una lacerazione nella barriera intestinale con conseguente permeabilità intestinale. Contro ogni credenza popolare però, l’assorbimento di questa piccola molecola indica una minuscola perdita anziché una vera e propria lacerazione. Infatti il lattulosio ha una dimensione molecolare relativamente piccola ed il trasferimento di questa sostanza attraverso le membrane intestinali non riflette la situazione di un trasferimento di una proteina del cibo e della relativa risposta immunitaria.

Inoltre, il test del lattulosio e mannitolo misura il trasferimento di piccole molecole solo attraverso lo spazio paracellulare ma non quello transcellulare. Per cui, l’identificazione della permeabilità intestinale dovrebbe essere diagnosticata utilizzando grandi molecole comparabili alla dimensione delle proteine del cibo, che sono antigeniche e mettono a dura prova il sistema immunitario.

Test al mannitolo e lattulosio

Da qualche anno esiste però un nuovo test, certamente più dispendioso, ma molto più affidabile e dettagliato del test appena citato per la diagnosi della permeabilità intestinale. Questo test è brevettato da Cyrex Labs con il nome di Intestinal Antigenic Permeability Screen – Array2.

Come funziona questo test?

L’Array 2 misura gli anticorpi contro le endotossine batteriche (lipopolisaccaridi), le proteine delle giunture (occludina e zonulina) e il citoscheletro della cellula (actomiosina) ed identifica sia i percorsi transcellulari che paracellulari della penetrazione della barriera intestinale da parte di grandi molecole con capacità di mettere alla prova il sistema immunitario.

In sostanza, la misurazione di questi anticorpi può essere utilizzata come un indicatore precoce di problemi gastrointestinali e malattie autoimmuni. Di seguito i risultati del mio test effettuato il mese scorso.

Cyrex Labs Array 2

Occludina

L’occludina è parte del principale componente delle proteine che mantengono insieme le giunture dell’intestino. Gli anticorpi dell’occludina indicano che le giunture si stanno sfaldando.

Zonulina

La zonulina è una proteina che regola la permeabilità dell’intestino. Gli anticorpi contro la zonulina indicano che la normale regolazione delle giunture è compromessa.

Secondo le ricerche del Dr. Fasano, sappiamo che i due principali fattori scatenanti della zonulina sono il glutine ed i batteri nel piccolo intestino. Quindi una SIBO non curata, un overgrowth di candida o la presenza di parassiti possono rappresentare una minaccia per l’intestino con possibile sviluppo di permeabilità intestinale.

In un articolo della rivista medica Diabetes, gli autori scrivono:

abbiamo recentemente scoperto una nuova proteina, la zonulina, che modula la permeabilità intestinale smantellando le strette giunture intercellulari (sapone et al 2006) – questa proteina, quando alterata, sembra avere un ruolo chiave nella patogenesi delle malattie autoimmuni.

Actomiosina

La rete dell’actomiosina è un complesso di proteine che regola la funzione della barriera intestinale mantenendo la plasticità delle giunture. Gli anticorpi della rete dell’actomiosina sono un indicatore della disregolazione della barriera intestinale attraverso l’infiltrazione cellulare.

Lipopolisaccaridi

Il lipopolisaccaride è una molecula composta da un lipide ed un polisaccaride. E’ un componente della membrana di superficie dei batteri gram-negativi che si trovano nel tratto gastrointestinale. I batteri gram-negativi includono: E. Coli, Salmonella, Sighella, Pseudomonus, Helicobacter, Legionella, Wolbachia. Come un’endotossina, i lipopolisaccaridi aumentano la carica negativa della membrana batterica e promuovono la sovraregolazione delle citochine pro-infiammatorie.

Gli anticorpi dei lipolisaccaridi appaiono per:

  • sindrome della stanchezza cronica
  • infezione batterica gram-negativa
  • permeabilità intestinale aumentata
  • depressione
  • sindrome di Miller-Fisher
  • sindrome dell’intestino corto

Significato clinico

I lipopolisaccaridi sono endotossine batteriche che stimolano una forte risposta immunitaria. La rilevazione di anticorpi contro i lipopolisaccaridi indica un’infiltrazione di endotossine macromolecolari nella barriera intestinale e nella circolazione sistemica. Questo provoca un’aumentata permeabilità intestinale che a sua volta causa infiammazione sistemica.

I risultati del mio esame indicano quanto segue:

- scomposizione di occludina / zonulina. Le IgM indicano che si tratta di un problema abbastanza recente.

- la presenza di lipopolisaccaridi implica che c’è disbiosi intestinale e che potenzialmente si stanno producendo endotossine che si stanno infiltrando attraverso la barriera intestinale.

Questo significa che c’è una decomposizione dell’integrità della barriera intestinale da parte degli antigeni batterici attraverso lo spazio paracellulare.

Reazioni autoimmuni multiple e diagnosi precoce

L’incidenza della malattie autoimmuni è sempre in crescita.

Malattie autoimmuni

La parte più complicata però per chi ha problemi autoimmuni è: come poterli testare prima che sia troppo tardi?

Esistono oltre 80 malattie autoimmuni classificate che, nella loro fase iniziale, manifestano sintomi molto simili. Purtroppo, per la diagnosi, la medicina convenzionale attende che la malattia autoimmune abbia distrutto articolazioni, tiroide, cervello, ghiandole surrenali, fegato fino all’esaurimento.

Per esempio, il test standard non diagnostica la malattia di Addison (una malattia autoimmune a carico delle ghiandole surrenali) fino a quando il 90% o più delle ghiandole surrenali non è stato distrutto. Fino a quel momento, la persona può avere per mesi, anni o una vita intera, un’esistenza miserabile, cronicamente stanca ma senza alcuna diagnosi, perché non abbastanza tessuto è stato distrutto.

Per cui, alla fine, la diagnosi provvisoria sarà sempre: “lei è stressato. E forse anche depresso. Si faccia vedere da uno psicologo”.

Oggi però esiste un modo per scoprire il problema con un certo anticipo. Ovvero attraverso l’Array 5 di Cyrex Labs con il nome di “Multiple Autoimmune Reactivity Screen – Array 5“.

L’Array 5 esamina gli anticorpi in 24 tessuti del corpo. Questi anticorpi indicano una reazione autoimmune contro uno specifico tessuto. Ovvero se il sistema immunitario sta erroneamente attacando e distruggendo un dato tessuto.

Le ultime ricerche mostrano che possiamo utilizzare gli anticorpi come indicatori precoci per le sviluppo di malattie autoimmuni. Come questi anticorpi progrediranno velocemente verso una malattia autoimmune dipende da molti fattori come la selezione delle cellule immunitarie positive e negative, i geni regolatori autoimmuni, la permeabilità intestinale ed altro ancora.

Un risultato positivo dell’esame quindi può significare che il soggetto è propenso a sviluppare una particolare malattia autoimmune.

E ciò permette alla persona di bilanciare il proprio sistema immunitario attraverso la dieta, stile di vita, integrazioni e quant’altro di utile a prevenire lo sviluppo della malattia.

Di seguito i risultati del mio test.

Cyrex labs test Array 5

Appena ho visto i risultati, sono rimasto un po’ scioccato, visto che oltre ai risultati “out of range”, Cyrex suggerisce di considerare i risultati “equivocal” come se fossero “out of range”. Poi però, ho pensato a quanto fosse importante scoprire tutto questo oggi, e non tra qualche anno, magari con lo sviluppo di problemi più seri.

Gli anticorpi dei test “out of range” indicano che questi tessuti sono sotto attacco e che non agendo, vi è una buona possibilità che da qui a 10 anni si presentino le seguenti malattie autoimmuni:

  • Phospholipid: lupus eritematoso, sindrome antifosfolipidica, diabete mellito non-insulino dipendente
  • Cerebellar: autismo, morbo celiaco, atassia da glutine, sindrome della degenerazione cerebrale paraneoplastica, sindrome opsoclono-mioclono

Per tutti gli altri, vi rimando alla brochure esplicativa, cliccando sui seguenti link:

Se effettuate questo test e risultate positivi alla maggior parte dei tessuti, non andate nel panico. Non significa che il sistema immunitario sta attaccando l’intero organismo. Significa invece che la presenza di Candida o del virus Epstein-Barr ha falsato i risultati.

Fegato e permeabilità intestinale

Il fegato è un organo multi-funzionale che ha già abbastanza da fare, senza alcuna necessità di dover smaltire anche le tossine permeate dall’intestino.

Se poi, oltre alle tossine ambientali, le contaminazioni del cibo e la presenza di agenti chimici nei prodotti che utilizziamo ogni giorno, consideriamo il fatto che le intolleranze alimentari rappresentano una fonte primaria di tossine addizionali che sovraccaricano il fegato, ecco che, questo povero organo inizia ad annaspare.

L’intestino ha un ruolo fondamentale nella detossificazione dell’organismo, essendo responsabile per circa il 50% di questa attività. Le tossine ambientali ed intestinali hanno la potenzialità di compromettere il nostro stato di salute. Quando tutto funziona alla perfezione, il fegato filtra e trasforma le sostanze tossiche in innocue che possono poi essere eliminate attraverso le feci e l’urina.

Quando però la detossificazione del fegato non funziona come dovrebbe, i problemi possono aumentare. Così come le intolleranze alimentari sono collegate alla leaky gut, una detossificazione inefficiente del fegato è associata alla sindrome della fatica cronica, ad un’aumentata sensibilità alle sostanze chimiche, a fibromialgia, artrite, eruzioni cutanee, emicrania ed altro ancora.

Per mesi, tutte le notti tra le 2 e le 3 del mattino, ho avuto sfoghi su tronco e braccia come questi. Infiammazione, prurito da impazzire, risvegli ed insonnia (cortisolo!) fino al mattino. Una vera tortura. Adesso il problema è risolto.

Eruzione liscia (a dx) e con grattata (a sx) da vero zappatore.

Leaky gut & skin rashes

Ghiandole surrenali e cortisolo

Grandi come una noce e più leggere di un chicco d’uva le ghiandole surrenali comandano potenti ormoni che estendono la loro influenza sul nostro corpo e sulla nostra vita. Tra questi ormoni, c’è anche il cortisolo, che prodotto dalle ghiandole surrenali ha un’azione anti-infiammatoria, anti-insulinica ed anti-immunitaria, oltre a regolare, insieme alla melatonina il ritmo sonno-veglia. Livelli adeguati di questo ormone sono quindi di fondamentale importanza per il nostro benessere, sia di giorno che di notte.

Qui di seguito i risultati del mio ultimo test del cortisolo salivare.

risulati-cortisolo-salivare

1) Nel primo prelievo (ore 8.00), i valori dovrebbero essere al top del range per svegliarsi belli freschi. Quindi in prossimità del valore di 14.000 pg/ml. Nel mio caso siamo addirittura sotto il minimo (1.771 pg/ml). Non è un mistero che svegliarsi la mattina sia per me ancora piuttosto faticoso.

2) Nel prelievo di metà mattina (il 3° alle 12.00), i valori dovrebbero trovarsi nel quarto superiore ma non così alti come al mattino. Nel mio caso siamo sempre proprio al minimo del range (1.566 pg/ml), quando invece dovremmo trovarci con un valore di poco sopra i 4.500 pg/ml.

3) Nel prelievo delle 16.00 (4° prelievo) i valori dovrebbero trovarsi a metà del range. Ovvero circa 2.650 pg/ml. Nel mio caso siamo un po’ sopra (3.452 pg/ml). Ma soprattutto, quello che non va bene è il trend generale. Visto che dal risveglio in poi il cortisolo dovrebbe sempre diminuire fino all’ora in cui andiamo a dormire. E mai aumentare. Chiaramente per fare ciò, è opportuno che il livello del mattino sia al massimo.

4) Nel prelievo delle 23.00 i valori dovrebbero trovarsi al minimo del range per potersi addormentare facilmente. Nel mio caso siamo a 1.300 pg/ml quando invece dovremmo trovarci vicino a 300.

Di seguito il ritmo circadiano del mio cortisolo.

Ritmo Circadiano del Cortisolo

Per comparazione, questo di seguito è invece il risultato di un test che presenta un ritmo circadiano normale dei livelli di cortisolo durante la giornata. Purtroppo non è (ancora) il mio. #cortisolonontitemo

Ritmo circadiano del cortisolo adeguato

Auto-diagnosi di stanchezza surrenale in caso di cortisolo alto e basso

Ricevo, quasi quotidianamente, messaggi di persone che essendo sempre stanche, spossate, con sonno disturbato, sostengono di avere livelli di cortisolo alterati. Ma non solo. Credono di avere il cortisolo troppo alto o troppo basso. Tutto questo però, senza mai aver fatto il test del cortisolo salivare. E spesso, neppure del cortisolo ematico.

Quindi, provano ad indovinare, e sulla base di queste supposizioni ordinano integratori surrenali a base di erbe adattogene, corteccia surrenale e fosfatidilserina. Il punto però è che il ritmo circadiano del cortisolo varia durante le 24 ore. E quindi assumere di avere il cortisolo alto o basso (sempre che abbiate indovinato) ha poco senso, poiché non saprete mai a quale ora del giorno e della notte il vostro cortisolo è troppo alto o troppo basso. E di conseguenza, non saprete mai con esattezza quali integratori prendere e soprattutto in quale momento della giornata.

Vi faccio un esempio sul mio caso, dati i risultati del mio test del cortisolo pubblicati qui sopra.

Avendo un cortisolo molto basso al mattino, è evidente che c’è necessità di un supporto ghiandolare. Se però prendessi questo supporto dal primo pomeriggio in poi, esacerberei il problema, che si manifesta nel primo pomeriggio con un cortisolo già troppo elevato rispetto ad un livello ideale. Per cui, se la mattina prendo un po’ di corteccia surrenale bovina, nel pomeriggio fino a sera, ovvero alle 15, alle 18 ed alle 21, assumo sia Holy Basil che fosfatidilserina, in modo da agire con costanza nel ridurre i livelli di cortisolo fino a sera. Se, come fanno molti, prendete la fosfatidilserina prima di andare a dormire, in presenza di un ritmo circadiano simile al mio, rischiate di avere poco successo. Nel senso che, all’ora di andare a letto, avrete già esaurito la produzione naturale di cortisolo e ci sarà poco da fare (e da abbassare). Rimarrete svegli, e stranamente energici, a causa dell’adrenalina (di cui certamente non abbiamo bisogno quando andiamo a dormire).

Test del cortisolo ematico? Tempo sprecato.

In questi anni ho fatto il test del cortisolo ematico (sangue) decine e decine di volte. Il risultato era sempre, sempre, sempre nel range. Quindi, secondo il test ematico, il mio cortisolo era perfetto sia alla mattina che alla sera. Nonostante non riuscissi ad alzarmi la mattina e ad addormentarmi la sera. Questo perché l’esame del sangue calcola sia il cortisolo libero che quello legato alle proteine (indisponibile). Per cui, si possono avere valori nel range, quando in realtà il valore reale del cortisolo disponibile è molto inferiore a quanto risulta dal test.

Purtroppo il cortisolo nel sangue, quello che prescrivono tutti i medici, è poco utile, a meno che non abbiate già sviluppato la malattia Addison (no cortisolo) o Cushing (troppo cortisolo). Ma tra i due estremi, ci sono tante fasi in cui si può stare molto male, avere una vita orribile, da cui è possibile comunque riprendersi totalmente, solo conoscendo le informazioni che il test del cortisolo salivare potrà darvi.

Se intendete effettuare questo test, assicuratevi di interrompere qualsiasi terapia a base di corteccia surrenale, idrocortisone ma anche integratori con erbe adattogene di ogni tipo (Ashwagandha e simili) almeno per 15 giorni prima di effettuare il test (ovviamente dopo aver avto l’ok dal vostro medico). Altrimenti i risultati saranno falsati.

Di seguto una breve lista di laboratori Europei (UK e Germania) dove sarà possibile ordinare il kit online e riceverlo a casa per effettuare il test del cortisolo salivare. Una volta raccolti i campioni, dovrete rispedire il kit al laboratorio (come da istruzioni) e riceverete i risultati a mezzo e-mail.

Pure Health Shop (UK)

Smart Nutrition (UK)

Medivere (Germania)Istruzioni in italiano

Conclusioni

Quindi, supponiamo che dopo anni di dieta e stile di vita sfasate sviluppiate permeabilità intestinale. Un po’ non lo sapete (non avete fatto il test), un po’ non siete così motivati a cambiare alimentazione. Nel tempo, cominciate ad avere intolleranze alimentari di vario genere. Le reazioni sono molteplici ma mai troppo invasive. Anche se persiste una infiammazione sistemica costante. Se poi le condizioni sono particolarmente sfavorevoli (suscettibilità genetica, infezioni oltre a dieta e stile di vita), le reazioni autoimmuni iniziano a farsi largo.

Le vostre ghiandole surrenali sono costrette quindi a secernere cortisolo (effetto anti-infiammatorio) ad ogni ora del giorno per tamponare l’infiammazione. Nel frattempo, la permeabilità dell’intestino aumenta, ed il vostro fegato si vede sovraccaricato di tossine da smaltire, permeate dal vostro intestino. La digestione è scarsa (il rilascio continuo di cortisolo ha la precedenza su altre funzioni vitali come la digestione e l’immunità).

L’infiammazione aumenta e le ghiandole surrenali sono sempre al lavoro per combattere l’infiammazione. Intanto il fegato è sempre più affaticato e non riesce a fare tutto quello che dovrebbe. E allora anche le pelle inizia a diventare permeabile, tentando di espellere le tossine in eccesso attraverso prurito, dermatite, eczema. Ciò significa ancora più infiammazione che le surrenali, nella fase di resistenza, devono continuare a tamponare. Dopo mesi, se non anni in cui questa situazione persiste, le surrenali fanno sempre più fatica, e dalla fase di resistenza si passa alla fase di esaurimento. I sintomi peggiorano ed iniziate a sentirvi sempre stanchi, il sonno è poco, avete sempre freddo, la glicemia è sempre più instabile con crisi ipoglicemiche e voglia di consumare zuccheri, soprattutto la sera.

Quando le ghiandole surrenali sono affaticate, la produzione di cortisolo diminuisce con conseguente abbassamento dei livelli di cortisolo ematico. Con livelli ematici più bassi, il fegato ha qualche difficoltà a convertire il glicogeno in glucosio.

Oltre a questo, l’eccesso di tossine a causa della permeabilità intestinale rende il lavoro del fegato ancora più complicato. Intanto i grassi, le proteine e i carboidrati, non possono essere immediatamente convertiti in glucosio. E queste riserve, controllate dal cortisolo, sono fondamentali per raggiungere e mantenere livelli normali di zuccheri nel sangue, specialmente durante i periodi di stress. In questa condizione, una maggiore richiesta di glucosio risulta difficile da assecondare. Ed il risultato è l’ipoglicemia.

Questo è anche uno dei possibili motivi per cui una persona con livelli di cortisolo alterati ha difficoltà con diete molto low-carb e chetogeniche. Soprattutto perché il cortisolo è cruciale nella gluconeogenesi epatica.

Nel frattempo, la tiroide, inizia a perdere colpi. E quando diventiamo ipotiroidei per lunghi periodi di tempo, le ghiandole surrenali possono ulteriormente affaticarsi nel tentativo di produrre abbastanza cortisolo per compensare la funzione ridotta della tiroide.

Il cortisolo è necessario per la tiroide affinché gli ormoni possano raggiungere le cellule. E in caso di alterazione del cortisolo (sia alto, ma soprattutto basso) l’ormone attivo T3 non riesce a raggiungere le cellule ma rimane nel sangue, con esami da ipertiroideo ma con sintomi sia dell’ipo che dell’ipertiroidismo. Questo meccanismo si chiama pooling e può dipendere da vari fattori: livelli inadeguati di ferro, livelli alterati di cortisolo, sia alti che bassi.

La produzione di cortisolo intanto diminuisce sempre più, e qualunque dieta low-carb non riesce a sistemare i vostri problemi. Neppure glicemici. Anzi..

Soprattutto la notte, quando la gluconeogenesi si attiva sempre con maggiore difficoltà a causa di un fegato pigro e di livelli di cortisolo sempre più bassi. Si innesta un circolo vizioso a cui è possibile porre fine, ma senza sbagliare neppure una mossa.

Vi scrivo tutto questo, che ho sperimentato sulla mia pelle, per dirvi che in situazioni di questo tipo se non affrontiamo la situazione a 360°, sarà piuttosto difficile riuscire a superare il problema. Per cui, seguire la dieta alla lettera, senza ad esempio verificare (prima!) e sitemare poi il ritmo circadiano del cortisolo o senza rimuovere quei cibi che provacano intolleranze (anche se sono parte della paleodieta), non vi farà ottenere quasi niente, tranne che molta frustrazione. E’ questo il caso in cui facendo il 90% delle cose bene, il che già implica molte restrizioni e tanta disciplina, potreste comunque fallire nell’impresa, a discapito di quel 10%, nonostante tutta la buona volontà.

Chiudo riportandovi la lista degli integratori che assumo attualmente per i problemi sopraelencati. Come sempre, si tratta di una prescrizione valida esclusivamente per il sottoscritto e non per chi legge.

Integratori

  • Omega-3
  • Magnesio
  • N-Acetilcisteina
  • Vitamina C (acido ascorbico). Da prendere prima di andare a dormire. Recenti studi dimostrano che abbassi i livelli di cortisolo in piccole dosi (1 grammo).
  • Humic-Monolaurin Complex. Si tratta di un acido grasso derivato dall’olio di cocco (nel mio caso per ridurre l’impatto dell’Epstein-Barr, il virus della mononucleosi che ho avuto 20 anni fa e da cui, con molta probabilità sono cominciati tutti i problemi di salute).
  • IAG (arabinogalattano per il sistema immunitario)
  • Pork Pancreatic Enzymes (2 ad ogni pasto e 4 lontano dai pasti per riequilibrare la flora batterica. Se assunti lontano dai pasti contribuiscono all’eliminazione dei batteri patogeni).
  • Radice di Tarassaco / Dente di Leone (Dandelion root) e Cardo Mariano (Milk Thistle) per supportare il fegato nella fase di detox
  • Seriphos (Fosfatidilserina) e Holy Basil (Tulsi / Basilico Santo) per abbassare il cortisolo al pomeriggio e alla sera. La fosfatidilserina è sintetizzata dalla soia nel 99% dei prodotti in commercio. E se siete allergici o intolleranti anche a piccole dosi, questo prodotto non fa per voi. In molti studi scientifici, viene utilizzata la fosfatidilserina sintetizzata dalla corteccia bovina, ma questo prodotto non l’ho mai trovato e leggo che è proibito negli USA. Seriphos, il prodotto che utilizzo è sintetizzato da magnesio e calcio e stando agli ingredienti, non contiene soia.
  • Cytozyme AD (corteccia surrenale bovina per innalzare il cortisolo al mattino). Quando scegliete di utilizzare questi prodotti, controllate sempre che contengano solo corteccia surrenale (adrenal cortex) e non l’intera ghiandola surrenale bovina (adrenal grandular). Quest’ultima infatti che contiene sia cortisolo che adrenalina. E chi ha livelli di cortisolo basso, non ha certo necessità di adrenalina (epinefrina), perché in pazienti con surrenali stressate e livelli di cortisolo basso, l’ultima cosa da fare è aggiungere ulteriore adrenalina. (GABA + L-Teanina)
  • Zen (GABA + L-Teanina)

E la glutammina per la leaky gut???

Qualunque articolo sulla leaky gut, consiglia di assumere glutammina. Nel mio caso (e non solo), nonostante ci sia permeabilità intestinale, si è in presenza di disbiosi. Ed in questa situazione, la glutammina può andare a nutrire i batteri patogeni della flora batterica intestinale inficiando di fatto la gran parte dei benefici derivanti da una dieta e terapia adeguate.

Probiotici

  • Prescript Assist
  • Bio-Kult
  • Ideal Bowel Support
  • Jarrow-Dophilus

Mi rendo conto solo adesso che sono 19 integratori + 4 probiotici al giorno (in effetti la dispensa è piena). Speriamo bene ;-) Eppure non sono mai stato meglio di così.

Bibliografia

  1. The food intolerance bible” di Antony Hayes
  2. Primal Body, Primal Mind” di Nora Gedgaudas
  3. Why do I still have hypothyroid symptoms?” di Datis Kharrazian
  4. Why isn’t my brain working?” di Datis Kharrazian
  5. The Paleo Approach” di Sarah Ballantyne
  6. http://www.cyrexlabs.com/Portals/0/Docs/SpecSheetPDFs/LPS.pdf
  7. http://www.stopthethyroidmadness.com/pooling/
  8. http://www.stopthethyroidmadness.com/recommended-labwork/
  9. http://www.stopthethyroidmadness.com/mthfr/
  10. http://primaldocs.com/opinion/zonulin-leaky-gut/
  11. http://anneangelone.com/cyrex-labs-array-5-autoimmune-panel/
  12. http://thelivingproofinstitute.com/what-is-leaky-gut-syndrome/
  13. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18283240
  14. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17007934
  15. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7561138?dopt=Abstract&holding=npg
  16. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3064750/

The Wahls Protocol: la dieta contro la sclerosi multipla e le malattie autoimmuni della D.ssa Terry Wahls

The Wahls Protocol

L’incredibile storia di Terry Wahls

Il mio interesse verso la storia della D.ssa Wahls (professoressa di medicina presso l’Universita dell’Iowa) è nato dopo aver visto il suo intervento al Tedx Talks (su segnalazione di un utente). Ogni volta che guardo il video, faccio sempre fatica a trattenere la commozione che mi suscita. Quello che oggi ci appare come normale e semplice, una dieta e qualche accorgimento per eliminare i sintomi della sclerosi multipla è il frutto di coraggio, determinazione e competenza di persone come Terry Wahls.

Prima della malattia (sclerosi multipla), la d.ssa Wahls era solita correre maratone, scalare montagne in Nepal, partecipare a gare di Triathlon, ottenere la cintura nera di Taekwondo e vincere una medaglia di bronzo in full contact ai giochi Pan Americani del 1978 a Washington.

Poi è arrivata la malattia, dopo decenni di sintomi ignorati e la diagnosi definitiva nel 2000. Nel 2007, a 52 anni, era costretta su una sedia a rotelle gravità zero, con iniezioni di Copaxone, sintomi che peggioravano ogni giorno ed una sclerosi recidivante-remittente che a 3 anni dalla diagnosi si è trasformata in sclerosi multipla secondaria progressiva.

Dopo i momenti di disperazione, ha ripreso gli studi interrotti ai tempi dell’università, leggendo ogni sera gli studi disponibili su PubMed relativi alla sua malattia. Fino ad incontrare le ricerche del Dr. Embry e del Prof. Loren Cordain da cui è iniziata la sua rinascita.

I Mitocondri

Quando i nostri mitocondri lavorano al massimo, le nostre cellule hanno tutta l’energia di cui hanno bisogno per svolgere le proprie funzioni in modo che l’organismo possa funzionare nel modo in cui dovrebbe, senza dover compensare carenze di energia e nutrienti. Le cellule produrrano una minor quantità di radicali, minimizzando il danno cellulare. Una dieta adeguata faciliterà questo precesso. Una dieta squilibrata farà deragliare questo processo, generando stress mitocondriale, invecchiamento precoce e insorgenza di malattie croniche.

Tutti i processi chimici implicano degli sprechi, ed i radicali liberi sono alcuni dei rifiuti che il corpo produce per generare l’energia di cui abbiamo bisogno. I radicali liberi causano problemi modificando la forma di una proteina, una membrana cellulare, o del DNA, cambiando così la loro funzione. Se una cellula viene danneggiata eccessivamente dai radicali liberi, può smettere di lavorare correttamente, ed anche morire in modo prematuro. Una morte cellulare troppo prematura può risultare in un invecchiamento rapido degli organi interni e quindi della persona.

Gli antiossidanti che si trovano naturalmente nelle piante agiscono stimolando la produzione di enzimi nelle nostre cellule che neutralizzeranno i radicali liberi prima che questi danneggino le nostre cellule. Rendendo quindi il meccanismo biochimico molto più efficiente ed efficace nel proteggere le cellule dai radicali liberi.

Cos’è una malattia autoimmune?

In biologia, la parola “auto” fa riferimento a “sé stessi” e l”autoimmunità è una condizione in cui le cellule immunitarie impazziscono e cominciano ad attaccare le strutture cellulari del proprio corpo. Quando l’organismo non vede o percepisce questi auto-recettori, interpreta e e definisce una struttura o sostanza come “straniera” e quindi come possibile minaccia.

Quali strutture il corpo scelga di attaccare è determinato da che tipo di condizione autoimmune ha la persona. Quando il corpo attacca la mielina, la guaina intorno alla cellule nervose, risultando in un danno al sistema nervoso, diciamo che la persona ha la sclerosi multipla. Se il sistema immunitario attacca la pelle, con conseguenti eruzioni cutanee di ogni tipo, siamo di fronte a casi di psoriasi, eczema o altre condizioni come le malattie del gruppo pemfigoide. Se il corpo attacca i tessuti del polmone, la chiamiamo asma. Se attacca la tiroide, siamo di fronte a tiroidite autoimmune come Hashimoto o Basedow/Graves. Se attacca le articolazioni con conseguente dolore e rigidità, alla persona possono essere diagnosticate condizioni come l’artrite reumatoide o lupus sistemico.

Sebbene tutte queste malattie si presentino in modo diverso, la causa di oltre 140 differenti tipi di malattie autoimmuni è la perdita di tolleranza di “sé stessi” nell’organismo, e l’attacco da parte delle cellule immunitarie verso la propria persona, di cui i sintomi della malattia sono solo il risultato.

Zonulina e permeabilità intestinale (leaky gut)

Una delle condizioni più pericolose che una dieta moderna occidentale causa è l’aumentata permeabilità intestinale (leaky gut). La sindrome della leaky gut è una condizione in cui buchi o perdite si sviluppano nella parete tra il piccolo intestino e e i vasi sanguigni. Se si è in presenza di batteri patogeni, funghi o parassiti nell’intestino – in particolare i funghi affamati di carboidrati come la Candida Albicans – essi sono più inclini a produrre tossine che interferiscono con il sistema che regola il “collante” che tiene insieme la parete cellulare ed il piccolo intestino (collante intracellulare).

La zonulina è una proteina che regola il funzionamento di questo collante intracellulare. Quando la zonulina viene attivata in modo improprio, il collante che mantiene le cellule serrate inizia ad aprirsi, permettendo al contenuto del piccolo intestino di fuoriuscire e filtrare nel circolo sanguigno. Altre cose che possono causare o aumentare la probabilità di sviluppare leaky gut possono essere: terapie antibiotiche ripetute, consumare una dieta ricca di zuccheri ed amidi, sviluppo di intolleranze a proteine specifiche come glutine nei cereali e caseina nei latticini, ed esposizione a sostanze chimiche artificiali e tossine come il tabacco. Tutte queste cose possono ulteriormente compromettere l’integrità della parete intestinale.

Il collante che sigilla la parete intestinale è lo stesso composto che fodera i vasi sanguigni, per cui se inizia a rompersi, potete scommettere che la parete dei vasi sanguigni – compresi quelli che arrivano al cervello – con molta probabilità si romperanno anch’essi. Potreste quindi avere un intestino che perde (leaky), vasi sanguigni che perdono ed un cervello che perde! E’ possibile avere anche una pelle che perde. Con vasi sanguigni che perdono, le cellule immunitarie avranno più probabilità di scavare nelle pareti e depositare colesterolo e molecole infiammatorie nel vasi sanguigni, otturando ed assottigliando vene ed arterie.

Nel cervello, la barriera sangue-cervello (emato-encefalica) che fornisce uno strato protettivo extra per il cervello contro i batteri infettivi diverrà meno efficace. Il cervello è più soggetto a permettere cellule immunitarie eccessivamente attive, aumentando la probabilità di infiammazione inappropriata e problemi peggiorativi relativi a disturbi dell’umore e neurologici come la sclerosi multipla. Nella pelle, ci saranno molte più probabilità di sviluppare ogni tipo di fastidiose eruzioni cutanee e problemi della pelle che vanno e vengono. Questo è il motivo per cui un intestino che perde (leaky gut) non ha solo a che vedere con problemi gastrointestinali, ma ha che fare con l’intero sistema e la salute generale della persona. Questa non è una condizione auspicabile. Eppure è presente in molte persone, spesso a causa di diete a base di cibi raffinati e cereali.

The Wahls Diet

La dieta messa a punto dalla D.ssa Wahls prevede tre livelli, per iniziare da quello con cui vi sentite più a vostro agio fino a raggiungere il terzo livello.

  • Questo è il livello più semplice, “the Wahls diet“: per avviare il sistema ad un’alimentazione ricca di nutrienti, rimuovendo gran parte dei cibi che contribuiscono al declino dello stato di salute.
  • Il livello successivo è denominato, “Wahls Paleo“: questo è il livello con cui la gran parte delle persone decide di procedere, fornendo una buona organizzazione per eliminare successivamente i cibi che possono compromettere l’integrità dell’intestino.
  • L’ultimo livello, “Wahls Paleo Plus“: il livello maggiormente sfidante e quello che porta i migliori benefici per chi presenta condizioni di autoimmunità. E’ particolarmente indicato per chiunque abbia problemi di natura neurologica o psicologica (qualunque sia la causa primaria dello stato patologico), e persone con situazioni pregresse di tumore.

Queste diete sono disegnate per massimizzare l’apporto di vitmaine, minerali, antiossidanti e grassi essenziali di cui il cervello e i mitocondri hanno bisogno per proliferare.

The Wahls Paleo Plus Diet

Riporto di seguito solo le indicazioni della Wahls Paleo Plus. I due livelli precedenti hanno meno restrizioni ma seguono la stessa logica.

Eliminate tutti i cereali (compresi riso, quinoa ed altri pseudo-grani), legumi e patate.

Consumare 6 tazze (uomini) e 4 tazze (donne) di vegetali suddivisi tra foglia verde, colorati e verdure sulfuree. Una US cup (tazza) contiene 236 ml di acqua.

  • Verdure a foglia verde (suggerimenti della D.ssa Wahls, ma non esaustivi): rucola, cavolo cinese, bietola, tarassaco, cavolo (tutti i tipi), lattuga (tutti i tipi eccetto iceberg), senape indiana, prezzemolo, spinaci
  • Verdure Colorate:
  1. Verdi: asparagi, carciofi, avocado, cavolo, sedano, cetrioli con buccia, lime, olive, peperoni verdi, zucchini con buccia
  2. Rosse: cavolo rosso, ciliegie, mirtillo rosso, pompelmo rosso, melograno, peperoni rossi, radicchio, lamponi, rabarbaro, fragole, pomodori
  3. Blue, viola, nere: more (gelsi), mirtilli, melanzane, cavolo viola, olive nere, lampone nero
  4. Gialle, arancio: carote, pompelmo giallo, limone, peperoni arancioni e gialli, zucca, batate
  5. Sulfuree: asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, erba cipollina, daikon, aglio, porri, funghi, cipolle (rosse, gialle e bianche), ravanello, rapa, scalogno

Ridurre il consumo di frutta ad una porzione al giorno (1 tazza/cup), preferibilmente da bacche come mirtilli, lamponi ribes e more. Ed evitare frutti come banane, pere, mele, uva, pesche, ananas e mango. E’ esclusa la frutta disidratata, sciroppata e succhi di frutta del supermercato. Limitare le verdure amidacee a due porzioni alla settimana e sempre abbinate ad una generosa porzione di grassi come olio di cocco o di oliva.

Consumare carni di animali allevati al pascolo, selvaggina o pesce selvaggio . Proteine animali tutti i giorni.

– Aggiungete alghe e frattaglie alla dieta

– Aggiungete cibi fermentati (crauti, kombucha, yougurt e kefir al latte di cocco o mandorle), semi e noci attivati e cibi crudi il più possibile. Alcune persone con overgrowth di candida non possono tollerare nessun tipo di lievito o fermentazione come aceto o vino o semplicemente funghi. In questi casi, astenersi dal consumo di questi cibi.

– Aggiungere grassi sotto forma di olio di cocco (almeno 5 cucchiai al giorno) o latte di cocco (3/4 di una lattina, 270 ml circa). Ma anche olio d’oliva o ghee (per chi lo tollera).

– Consumare due pasti al giorno in una finestra di 8 ore, digiunando per le restanti 16 (di cui circa metà dormendo). Mangiando proteine e grassi con pochi carboidrati si tenderà a ridurre di molto il vostro appetito. Durante le fasi di digiuno, l’organismo si concentra sull’eliminazione delle tossine, la produzione di ormoni e sulla guarigione. Se trovate difficile mangiare solamente due volte al giorno, fate 3 pasti, ma assicurandovi di far trascorrere sempre 16 ore tra la cena e la colazione. Questo aumenterà in modo significativo il vigore ed il numero dei mitocondri nelle cellule. E il vostro cervello ve ne sarà grato.

Alcool (tipo vino secco) riservatelo alle occasioni speciali. Tutto il resto (alcool), evitatelo.

– Se con questa dieta state perdendo troppo peso, aumentate un po’ il consumo di frutta e di qualche verdura amidacea.

Nota della D.ssa Wahls (ex-vegetariana per 15 anni) per i vegetariani

Non raccomando una dieta vegetariana, ma capisco che alcuni abbiano serie motivazione per seguirla e per cui ho totale rispetto. In questo caso però, al fine di ottenere il giusto apporto calorico, la dieta dovrà includere qualche legume e grano, purché siano tenuti a mollo e fatti germogliare per ridurre al minimo la presenza di anti-nutrienti.

Terry Wahls sulle Solanacee

Per alcune persone generalemente sensibili, le lectine, (che sono molecule proteiche che vanno ad occupare i recettori per l’insulina, impedendo a questa di legarsi agli zuccheri per svolgere la loro normale funzione: l’utilizzo degli zuccheri per produrre energia), causano eccessiva infiammazione ed aumentano il rischio di autoimmunità. Altre persone invece, non avranno problemi con le solanacee, alcune delle quali sono ottime fonti di nutrienti.

Il motivo per cui non escludo le verdure solanacee dalla dieta sta nel fatto che se indicassi ai pazienti di eliminare tutti i cibi che sono potenzialmente problematici o dannosi, non ci rimarrebbe da mangiare quasi niente. Alcune persone sono intolleranti al cavolo! Per cui, elimino dalla dieta solo i cibi che ritengo possano essere deleteri (glutine e caseina) per chiunque abbia una malattia cronica e che possano provocare problemi di intolleranza. Se avete reazioni di intolleranza oltre alle indicazioni generali della dieta, esistono vari modi per capirlo. Il principale è quello di tenere un diario segnando tutti i cibi che consumiamo con le reazioni. Se reagite male alle solanacce, eliminatele dalla vostra dieta. Se non avete reazioni avverse, non c’è alcun motivo per eliminarle dalla vostra alimentazione.

Wahls Diet Pyramid

Eliminare le tossine

Gli organi che si occupano principalmente di smaltire le tossine sono:

  • fegato
  • reni
  • ghinadole sudoripare

La maggior parte delle tossine sono liposolubili, per cui devono essere convertite in sostanze idrosolubili per essere espulse nella bile (attraverso il fegato), l’urina (attraverso i reni) o il sudore. Questo processo accade in due fasi. Nella prima fase, le tossine vengono converitte per riattivare i metaboliti utilizzando processi chimici come l’ossidazione, riduzione, idrolisi e dealogenazione. In altre parole, questi vengono rilasciati dal grasso e liberati nel corpo. La tossina diventa più attiva ed anche più tossica perché non è più imprigionata nel grasso della cellula. Ma il corpo ha un piano.

Nella fase due, le cellule attaccano una parte della catena della nuova tossina attiva. Questa potrebbe essere un’altra struttura chimica, come un gruppo sulfureo, un gruppo metilico o un amminoacido specifico. Ciò rende la tossina idrosolubile in modo che possa essere eliminata dall’organismo. Ogni parte di questo processo deve funzionare comunque, affinché il rilascio della tossina avvenga correttamente. Se la tossina viene convertita nel metabolita reattivo (fase uno), senza però essere convertita in uno stato idrosoluble (fase due), può diventare ancora più dannosa. Questo è il motivo per cui le persone certe volte hanno esperienze negative con la detossificazione. Una volta che le tossine sono pronte per essere eliminate, dobbiamo aiutarle ad uscire in modo che non continuino a circolare nel corpo, liberate dal grasso (la forma più dannosa).

Esistono modi validi per fare questo. Il modo migliore è quello di consumare le vostre 4-6 tazze di verdure oltre ad alghe e frattaglie per facilitare la seconda fase del processo ed eliminare efficacemente le tossine. Questo fornirà al corpo tutte le sostanze di cui ha bisogno per raffinare le tossine fino ad uno stato in cui possono essere espulse. Nello specifico, assicuratevi di fare il pieno di:

  • selenio e iodio (alghe)
  • zinco e coenzima Q (frattaglie)
  • tioli (verdure sulfuree e verdure a foglia verde)
  • flavonoidi (verdure colorate)
  • minerali (sale marino iodato e alghe)
  • amminoacidi completi (proteine animali)

Aggiungere spezie con un impatto favorevole sulla detossificazione può aiutare l’organismo a compiere questo sforzo. Le spezie aiuteranno a garantirsi un equilibrio adeguato degli enzimi detossificanti necessari per eliminare le tossine quotidiane. Le spezie ed erbe consigliate sono:

  • aloe
  • cardo
  • pepe di cayenna
  • radice di dente di leone (tarassaco)
  • aneto
  • zenzero
  • rafano
  • prezzemolo
  • menta
  • rosmarino
  • zafferano
  • curcuma

Quando teoria e pratica coincidono

In barba a questa malattia progressiva e cronica per cui non esisteva alcuna cura, iniziai un esperimento su me stessa. Quello che non mi aspettavo erano i risultati sbalorditivi che ottenni dal mio esperimento: non solo fermai la mia malattia, ma ottenni anche un incredibile ripristino della mia salute e delle mie funzioni. Quello che ho imparato, ha cambiato per sempre il modo in cui vedo i mondi duellanti della salute e della malattia. Oltre cento anni fa, Thomas Edison diceva:

“Il medico del futuro non prescriverà medicine, ma interesserà i suoi pazienti alla cura della struttura umana, ad una dieta appropriata e alla causa ed alla prevenzione della malattia”

Questo è diventato il mio nuovo corso, la mia passione e la mia missione. Ho approcciato la salute e la malattia in un modo totalmente nuovo. Sono diventata una persona nuova, sia fisicamente che emozionalmente, sia personalmente che professionalmente. Mi sono anche impegnata con passione ad aiutare gli altri a diventare persone nuove.

Terry Wahls guarita dalla sclerosi multipla

Ovviamente nel libro troverete una miriade di utili informazioni oltre la dieta (che comunque non ho riportato completamente) come le integrazioni, sonno, esercizio fisico, gestione dello stress e molto altro ancora. Armatevi di pazienza, e soprattutto, se ancora non lo sapete, approfittatene per imparare l’inglese, visto che il libro non è momentamente disponibile in lingua italiana.

Bibliografia

The Wahls Protocol di Terry Wahls

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