Overgrowth batterico (SIBO) e reflusso: ecco cosa non fare

Come tale, la betaina va consumata all’interno di una dieta equilibrata attraverso i cibi che la contengono naturalmente.

Essa si trova nelle carni e nei vegetali ed è responsabile di scomporre grassi e proteine (e non solo) nel nostro corpo. Tra gli alimenti che contengono più betaina ci sono i broccoli, gli spinaci, i crostacei, le barbabietole rosse e la quinoa.

In generale, le persone consumano circa 1 grammo di betaina al giorno consumando una dieta standard, ma la quantità aumenta per chi segue la Paleo dieta.

A cosa serve la Betaina HCL?

Quando ci sono problemi di bassa acidità dello stomaco, la dieta non è sufficiente a produrre l’effetto desiderato e può essere necessaria l’introduzione di Betaina idrocloride.

La betaina HCL aumenta i livelli di acido cloridico nelle stomaco, necessario per una corretta digestione ed assimilazione dei nutrienti del cibo. Livelli normali di acido cloridrico sono necessari per la completa digestione di proteine e per l’assorbimento di amminoacidi.

E’ anche necessaria per l’estrazione di vitamina B12 dai cibi. La betaina HCL ci aiuta dunque a ripristinare i livelli di acido nello stomaco e mantenere un’appropriata funzione gastrointestinale.

Dal libro “La Paleo dieta” di Robb Wolf (pagine 396-397).

Sebbene solo una piccola parte della digestione abbia luogo nello stomaco, la gran parte dei meccanismi di segnalazione che hanno luogo più avanti nel processo digestivo viene iniziata da un’alta concentrazione di acido nello stomaco.

Molte persone hanno paura dell’acido dello stomaco a causa del reflusso gastrico, ma la gran parte di questi problemi non è che il risultato di livelli alti di insulina e dell’intolleranza ai cereali.

Una bassa acidità dello stomaco o un pancreas infiammato a causa di un’intolleranza ai cereali, una flora intestinale squilibrata o alti livelli di insulina possono ridurre la quantità di enzimi digestivi rilasciati nell’intestino tenue, rendendo così meno efficace la digestione.

Il supporto digestivo è particolarmente importante se avete avuto problemi intestinali in passato, soffrite di malattie autoimmuni o di un alto grado di infiammazione sistemica.

Cosa provoca una riduzione di acidi nello stomaco?

Ci sono molte possibili cause per l’insufficienza di acidità.

L’acido cloridrico viene prodotto solo in presenza di proteine ed è inibito dalla presenza di zuccheri ed amidacei.

Diete ricche di carboidrati, in particolare quando associate con inadeguate quantità di proteine (come la dieta vegetariana e vegana), sono una causa estremamente comune di bassa acidità.

L’ipotiroidismo sopprime la produzione di gastrina, un ormone necessario per segnalare la produzione di acido.

La carenza di alcuni nutrienti (vitamina B1, zinco e vitamina C sono necessari per la produzione di acido) possono anche essere responsabili, oltre a mangiare troppo ai pasti, associare alimenti in modo sbagliato, consumare troppo alcool od essere cronicamente affetti da stress ed ansia.

Contaminazione Batterica del Piccolo Intestino (SIBO)

La sigla “SIBO” in inglese è l’acronimo di “Small Intestine Bacterial Overgrowth” (owergrowth batterico del piccolo intestino) e si riferisce ad un’infezione cronica dell’intestino tenue.

L’infezione deriva dai batteri che popolano normalmente il tratto gastrointestinale ma che risultano in eccesso rispetto alla zona in cui risiedono.

Così facendo, i batteri in eccesso interferiscono con la normale digestione ed assorbimento dei cibi, conseguenza di un danno alla parete del piccolo intestino (leaky gut syndrome).

In sostanza, questi batteri in eccesso:

  • consumano il cibo ingerito portando nel tempo ad una carenza in nutrienti come ferro e vitamina B12 (causano anemia).
  • consumano il cibo che non possiamo assorbire a causa dei danni presenti alla parete intestinale, creando ulteriore sovracrescita batterica.
  • dopo aver consumato il nostro cibo, producono gas, causando gonfiore, dolori addominali, flatulenza, costipazione e/o diarrea.
  • diminuiscono la capacità di assorbimento dei grassi
  • gli stessi batteri possono entrare nel circolo sanguigno causando (attraverso una risposta del sistema immunitario) fatica cronica ed appesantendo il fegato.

E’ giusto inoltre ricordare che il 60% del sistema immunitario è negli intestini, mentre gli anticorpi che ci proteggono dalle infezioni vivono nella parete intestinale.

Questa parete risulta danneggiata dai “cattivi” batteri che hanno scatenato la contaminazione batterica, e così la capacità dell’intestino di proteggere sé stesso viene ridotta, innescando un circolo vizioso.

Se questo è il problema, buttate via i probiotici

Quando si parla di problemi intestinali, senza distinzioni tra colon e tenue, una dei primi rimedi di cui si parla è l’assunzione di probiotici.

Ora, su questo argomento (e sugli interessi di chi li produce e li vende) ci sarebbero da scrivere pagine e pagine. Limitiamoci però all’argomento che stiamo trattando.

La verità è che i batteri rivestono un ruolo minore nel processo digestivo.

I primi sei metri di intestino (piccolo intestino) contengono pochissimi batteri (meno di 1000 batteri per millilitro di fluido contro il miliardo per ml di fluido del colon) ed in questo primo tratto, la digestione si serve di bile, acidi ed enzimi.

Qualsiasi concentrazione superiore a 1000 batteri per ml di fluido nel piccolo intestino è classificata come “overgrowth batterico”.

In pratica, se il vostro problema, sindrome o diagnosi contiene le parole “picolo intestino o intestino tenue”, i batteri non sono il reale problema, poiché i batteri non sono parte del processo digestivo nel piccolo intestino.

Se il problema contiene le parole “overgrowth batterico”, avete già troppi batteri, ed aggiungerne di nuovi (probiotici) non vi aiuterà.

Con una ridotta capacità intestinale di autodifesa, i batteri “buoni” (da probiotici) possono risultare in eccesso tanto quanto i cattivi batteri, provocando similari effetti nefasti (gas, gonfiore, distensione addominale).

Secondo il Dr. Mark Pimentel:

un altro problema relativo all’integrazione di probiotici sta nel fatto che in pazienti con ridotta capacità purificante del piccolo intestino, la situazione peggiora, visto che i probiotici si accumulano nell’intestino tenue dove non dovrebbero stare.

Reflusso, bruciore di stomaco, acidità, overgrowth batterico e carboidrati

Reflusso gastroesofageo e bruciore di stomaco non sono causati da troppo acido nello stomaco, ma sono causati da una bassa acidità ed overgrowth batterico in stomaco ed intestino.

Per cui, la soluzione al problema richiede il ripristino della corretta acidità nello stomaco e l’eliminazione dell’overgrowth batterico del piccolo intestino.

Carboidrati

Una dieta ricca di carboidrati favorisce la sovracrescita batterica.

In presenza di overgrowth batterico, l’Helicobacter Pylori può sopprimere l’acidità dello stomaco.

Con un pH di 3 o inferiore a 3 (il normale pH dello stomaco), la gran parte dei batteri non sopravvive per più di 15 minuti. Ma quando gli acidi dello stomaco non sono sufficienti ed il pH arriva a 5 ed oltre, i batteri cominciano a proliferare.

Questo crea un circolo vizioso dove l’uno rinforza l’altro a discapito della funzione digestiva.

Nel libro Heartburn Cured, il Dr. Norm Robillard sostiene che sebbene i microbi possano metabolizzare sia le proteine che i grassi, la loro energia preferita è composta dai carboidrati.

La fermentazione dei carboidrati che non sono stati digeriti correttamente produce gas, aumentando la pressione intra-addominale che è la principale causa di reflusso e bruciore di stomaco.

Nel suo libro, Norm Robillard scrive:

“Secondo i ricercatori Suarez e Levitt, 30 grammi di carboidrati che sfuggono all’assorbimento, in un giorno possono produrre oltre 10 litri di gas.”

L’acidità dello stomaco supporta la digestione e l’assorbimento di carboidrati attraverso il rilascio di enzimi pancreatici nel piccolo intestino.

Se il pH è troppo alto (insufficiente acidità), gli enzimi pancreatici non saranno secreti ed i carboidrati non verrano scomposti correttamente.

Va da sé che in presenza di questo problema, una dieta a basso contenuto di carboidrati possa ridurre l’overgrowth batterico.

Come scoprire la dose adatta di Betaina HCL

La cosa migliore da fare, è chiederlo al vostro medico. In alternativa..

  1. Consumate un pasto che contiene almeno 15-20 grammi di proteine.
  2. Iniziate con una capsula di betaina HCL (solitamente da 650 mg) prima del pasto.
  3. Rimanete con il medesimo dosaggio per un paio di giorni. Se al terzo giorno non avvertite alcun “calore” (alla base dello sterno, nel punto di incontro delle costole), aggiungete una capsula.
  4. Rimanete con due capsule per un paio di giorni. Se al terzo giorno non notate differenze, aggiungete un’altra capsula.
  5. Quando avvertirete questo “calore”, avrete raggiunto il vostro limite e quindi dovrete togliere una capsula. Supponiamo quindi che sentiate il senso di calore all’assunzione della sesta capsula, in quel caso, dovrete continuare con 5 capsule per ogni pasto.

Note a margine

  • se consumate uno snack o un pasto senza “troppe” proteine, non avrete bisogno di molta Betaina HCL (se lo snack è composto da soli carboidrati tipo frutta, la Betaina non servirà praticamente a niente).
  • se soffrite di bassa acidità di stomaco e non potete integrare con la betaina HCL, esistono metodi alternativi naturali come il succo di limone, l’aceto o il succo dei crauti (fatti in casa e quindi non pastorizzati). Si tratta di metodi alternativi ma di certo non equivalenti alla betaina HCL (e pepsina). Infatti, questi rimedi non aumentano l’assimilazione e l’assorbimento di nutrienti al pari della betaina HCL.
  • secondo il Dr. Wright: “sintomi paradossalmente avversi sono maggiormente probabili in persone con più bassi livelli di acidità dello stomaco. Questo accade perché queste persone soffrono probabilmente di gastriti atrofiche (parete dello stomaco molto sottile) che li rende più sensibili anche a piccole quantità di betaina HCL rispetto a persone con pareti dello stomaco più spesse e resistenti.

    In questi casi, vale la pena iniziare con rimedi naturali (succo di limone, liquido di crauti, aceto) oppure con dosi piccolissime di Betaina HCL (350 mg a pasto, metà capsula).

  • nel suo libro La Paleo dieta, Robb Wolf suggerisce di non superare le 5 capsule a pasto anche in assenza della sensazione di calore, rimanendo a questo dosaggio finché non comincerete a sentirlo. Quando ciò accade, qualunque sia il vostro dosaggio, cominciate a togliere una capsula a pasto fino a quando non riuscirete a digerire il vostro cibo senza integratori.

Tuttavia, mi permetto di aggiungere qualche elemento in più (a seguito della lettura di alcuni testi). Lo stomaco è naturalmente in grado di tollerare ambienti estremamente acidi. Se ad esempio, il vostro corretto dosaggio iniziale è di 2400 mg e voi ne assumente 1200 mg, non state aiutando il vostro stomaco.

La mia esperienza con la Betaina HCL

La prima volta che ho preso la Betaina HCL (ignorando tutto quanto appena scritto), mi sono limitato ad assumere una capsula a pasto, senza alcun effetto né miglioramento.

Poi, dopo essermi documentato a sufficienza, ho ripetuto l’esperimento, arrivando ad ingerire 8 capsule a pasto. Oggi, sono arrivato 3 capsule a pasto e le cose vanno decisamente meglio.

All’inizio, confesso che l’ingestione di tutte quelle pillole non mi metteva proprio a mio agio. Ma man mano che i sintomi miglioravano, i dubbi svanivano lasciando spazio a nuove energie.

Secondo l’esperienza clinica del Dr. Jonathan Wright, la gran parte dei pazienti inizia con un dosaggio per pasto compreso tra 3250 mg e 4550 mg. Ovvero tra 5 e 7 capsule (da 650 mg) a pasto.

Questo significa che ci sono comunque molte persone che hanno bisogno di 5200 mg (ovvero 8 capsule) per pasto.

Ora però, è giusto anche dire che nel caso possiate tollerare 20 capsule per pasto, non significa che dobbiate assumerle. Potrebbe essere che con 11 capsule i vostri sintomi scompaiano. Ecco perché è importante registrare le reazioni dopo ogni pasto ed aggiustare il tiro con attenzione.

Precauzioni ed effetti collaterali della betaina HCL

Considerati i possibili effetti collaterali e le interazioni con altri medicinali, gli integratori dovrebbero essere assunti solo sotto la supervisione del vostro medico.

I principali effetti collaterali della betaina HCL includono diarrea, mal di stomaco e nausea.

Pazienti con malattie renali o molto sovrappeso non dovrebbero assumere beatina poiché può aumentare i livelli di colesterolo quando presa con acido folico e vitamina B6.

Stessa cosa per persone che assumono medicine anti-infiammatorie. Sempre che non sia il vostro medico a prescriverne assunzione e dosaggio.

Acqua lontano dai pasti

In generale, bere qualsivoglia di liquido durante i pasti o entro un’ora dalla fine, non è una buona idea.

Se seguiamo il percorso del cibo nel nostro corpo, la prima fermata è nello stomaco.

Se nel pasto sono presenti proteine (e talvolta anche se non ci sono), inizia la secrezione dell’acido cloridrico.

Questo enzima comincia la scomposizione di certi cibi. Se aggiungete del liquido, diluite la forza dell’acido cloridrico.

Gas, gonfiore, distensione addominali sono il risultato dell’incapacità di scomporre il cibo con la giusta tempistica.

Un altro motivo per non bere durante i pasti (o entro un’ora dalla fine del pasto) ha a che fare con il bruciore di stomaco.

Il corpo vuole un cibo morbido, masticato, nella base dello stomaco. Aggiungendo troppo liquido (1-2 bicchieri) si crea uno sorta di “zuppa”.

Lo stomaco secerne acido cloridrico nel cibo e non importa quanto acido secerni, stai comunque creando una “zuppa acida” che ha la capacità di raggiungere e penetrare nell’esofago, “bruciando” un esofago indifeso e provocando bruciore di stomaco.

Non importa se secerni troppo o poco acido, il risultato è sempre quello di produrre una zuppa acida.

Questo spiega perché così tante persone prendano anti-acidi pensando di produrre troppo acido. Ma in molti casi, non è così.

Questo spiega anche il grande fastidio che si manifesta quando si rimane distesi sul letto. In questa posizione è ancora più semplice per gli acidi raggiungere l’esofago.

Frutta e Fruttosio

Per la frutta, vale più o meno la stessa regola dei liquidi.

Per cui la frutta dovrebbe essere consumata prima dei pasti o da sola sotto forma di snack.

Il motivo sta nel fatto che la frutta quando consumata con altri cibi o dopo un pasto, “degrada” in attesa degli altri cibi di essere digeriti.

Per cui, in presenza di overgrowth batterico, è opportuno eliminare ogni tipo di dolcificante artificiale, mentre la frutta dev’essere largamente ridotta, se non addirittura eliminata, almeno durante le prime fasi della terapia.

Valvola ileocecale, insonnia ed antibiotici naturali

Ci sarebbe ancora molto da dire, ma nei prossimi articoli parleremo nuovamente di questo argomento e proveremo a sviscerare la correlazione tra il mal funzionamento della valvola ileocecale, l’overgrowth batterico, il reflusso gastrico e l’insonnia.

Terapie e rimedi da me adottati

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Bibliografia: 1234567, 8, 9

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  59. Carlo 21 novembre 2016

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