Il fruttosio naturale della frutta fa davvero male?

Il fruttosio è uno tra i carboidrati fondamentali assunti con la dieta. Si trova nella maggior parte dei frutti zuccherini e nel miele e viene assorbito a livello intestinale grazie a proteine di trasporto poste sulla membrana delle cellule intestinali.

Alcune persone però hanno più difficoltà di altri nella digestione del fruttosio e questo può causare problemi di vario tipo (gas, diarrea, costipazione). Si tratta molto spesso di un deficit genetico, ancora oggi molto poco conosciuto, approfondito ed indagato.

Malassorbimento del Fruttosio

Il malassorbimento del fruttosio è definito come un problema di natura digestiva in cui l’assorbimento risulta compromesso da una deficienza dei trasportatori di fruttosio negli enterociti del piccolo intestino. Ciò significa che l’impossibilità di scomporre il fruttosio permette alle sue molecole di raggiungere “indigerite” il colon con i conseguenti spiacevoli effetti.

Molto spesso, dopo il consumo di frutta, registravo un crollo glicemico che mi provocava quasi uno svenimento. La cosa era palese con tutti gli zuccheri (prima della Paleo dieta) dopo un piatto di pasta o un dolce. Con l’introduzione del nuovo regime alimentare, le cose sono notevolmente migliorate. Tuttavia, l’ingestione di alcuni frutti o del miele, provocava ancora effetti nefasti. Tra cui..

  • Gonfiore addominale
  • Crampi muscolari
  • Costipazione
  • Voglia di zuccheri
  • Artrite

Con il consumo morigerato di frutta e la scelta di frutti a basso indice glicemico (mirtilli, lamponi, more, fragole), le cose sono ancora migliorate, ma alcuni sintomi sono rimasti.

E’ stato solo dopo innumerevoli tentativi di dieta ad eliminazione che i miei sospetti hanno iniziato a prendere piede ed a farsi certezza. Senza l’ausilio di alcun test, ho provato a sospendere l’ingestione di qualsiasi tipo di frutta (la verdura l’avevo già sospesa ad eccezione dell’avocado) ed in pochissimi giorni (2-3), gli ultimi sintomi rimasti sono scomparsi del tutto.

In particolare, il gonfiore addominale, che poi ho scoperto essere la conseguenza di stati fermentativi causati da uno squilibrio della flora batterica intestinale ed un eccesso di batteri patogeni. Mentre la gran parte delle cellule del nostro corpo non possono utilizzare il fruttosio come fonte di energia, i batteri del nostro intestino sì, per chi presenta difficoltà a livello digestivo.

L’opinione di Loren Cordain sul fruttosio

In generale, la frutta fresca è salutare, nutriente ed un’ottima risorsa di vitamine, minerali e fibra. Olive, datteri, fichi ed uva sono stati alcuni tra i primi frutti ad essere consumati, ed i noccioli ed i semi di questi frutti sono stati i primi ad essere ritrovati tra i resti archeologici, circa 6000 anni fa. Ad ogni modo, la frutta che consumiamo oggi ha davvero poco in comune con la frutta selvatica del paleolitico. La frutta di oggi è quasi sempre più grande, più dolce e contiene meno fibre di un tempo.

La raccomandazione iniziale del Prof. Cordain di consumare frutta fresca secondo l’appetito vale ancora per la gran parte delle persone. Ad eccezione di soggetti sovrappeso o di chi soffre di resistenza insulinica, per cui l’indicazione è quella di limitare l’assunzione di frutta zuccherina (uva, banane, mango, ciliegie, mele, ananas, pere e kiwi) fino a quando il peso non si sarà normalizzato e lo stato di salute sarà migliorato. Meglio aggiungere più verdure al posto della frutta, ed evitare la frutta essiccata che contiene molto zucchero e che assomiglia più ad una caramella che ad un frutto. Mentre invece, frutti come avocado e limoni hanno bassi livelli di zucchero e non c’è motivo di privarsene durante qualsiasi dieta.

Mark Sisson sul Fruttosio

Alcuni esperti sostengono che il fruttosio sia la migliore scelta per i diabetici per il suo più basso indice glicemico rispetto a glucosio e saccarosio. In effetti, il fruttosio produce un minore aumento insulinico rispetto al glucosio. Tuttavia, il fruttosio risulta superiore nei livelli di grelina, che aumenta – piuttosto che sopprimere – l’appetito, come fa invece l’insulina. Infine, il fruttosio è “lavorato” quasi solamente dal fegato. E c’è qualche evidenza che questo carico sul fegato, nel tempo possa contribuire a produrre malattie del fegato grasso non alcolico. Il metabolismo del fruttosio del fegato produce infine acido urico, un precursore delle malattie cardiovascolari.

Le raccomandazioni di Paul Jaminet

In questo video del Dr Robert Lustig tenutosi presso l’Università della California esprime il seguente verdetto.

Il fruttosio è un veleno. Non ha niente a che vedere con le calorie. E’ semplicemente veleno.

Molti scienziati non sarebbero così drastici, ma molti sarebbero concordi nel dire: “il fruttosio è un veleno solo se assunto in grandi dosi o accompagnato con grassi polinsaturi omega-6″.

Nei roditori, l’elevato consumo di fruttosio porta a resistenza insulinica, obesità, diabete tipo 2 ed alta pressione. Nelle persone, gli effetti sono simili ma meno accentuati, ad eccezione di individui sovrappeso che consumano molti grassi polinsaturi.

Secondo Paul Jaminet, un consumo di fruttosio (entro 25 grammi al giorno, di cui massimo 10 per pasto) da vegetali come bacche, carote e barbabietola è salutare (anche per i diabetici). Dosi più elevate possono essere “pericolose”.

Citando Paracelso: E’ la dose che fa il veleno.

Breath Test al Fruttosio

I sintomi di malassorbimento (dolori addominali, meteorismo, flatulenza e diarrea) nel 50% delle persone che ne soffrono compaiono da 1 a 3 ore dopo l’ingestione del fruttosio. Con il Breath Test si può misurare la quantità di idrogeno presente nell’aria espirata dopo ingestione del fruttosio così da valutare la presenza del malassorbimento.

Modalità di esecuzione del test

Il paziente soffia in una sacca appositamente studiata per separare lo spazio morto dall’aria alveolare effettivamente utile per l’esame.
Il primo campione di aria viene prelevato quando il paziente è digiuno; dopo si somministra una dose prefissata di Fruttosio e si prelevano i campioni di aria ogni mezz’ora per quattro ore. Dopo l’ingestione di Fruttosio in condizioni normali la concentrazione di Idrogeno non sarà molto diversa da quella basale; in caso di malassorbimento di Fruttosio la concentrazione di Idrogeno sarà maggiore del valore basale di almeno 20ppm. Tutte le informazioni, potete trovarle qui.

9 Commenti

  1. Salvio 5 agosto 2013
    • salvatore 13 settembre 2016
  2. Salvio 5 agosto 2013
  3. Giusi 16 maggio 2014
  4. barbara 8 maggio 2016
  5. Carlo madonna 17 novembre 2016
  6. Gabriele 5 agosto 2013
  7. Gabriele 16 maggio 2014
  8. Giusi 16 maggio 2014

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