Intolleranze alimentari: il pH dello stomaco dev’essere acido

A seguito della prima puntata in cui abbiamo trattato allergie ed intolleranze in relazione a cortisolo, stanchezza surrenale ed istamina, proseguiamo con la seconda parte in cui andremo a vedere l’importanza dell’acidità di stomaco nella risoluzione del problema.

Allergie, intolleranze alimentari e permeabilità intestinale

Come può una carenza di acido nello stomaco provocare uno starnuto, l’asma o una sensazione di prurito?

Nessuno lo sa per certo, ma dai tempi del Dr Bray, si è sempre pensato che la risposta fosse nelle allergie e nelle intolleranze alimentari.

Se sia l’ipocloridria a causare le allergie alimentari o se siano le allergie alimentari a causare ipocloridria è un po’ come scoprire se sia nato prima l’uovo o la gallina. Ed a questo punto, non è poi così importante quale delle due inizi questo processo, prima o poi un circolo vizioso prende piede, ed in esso una reazione allergica al cibo infiamma le pareti gastriche ed intestinali, inibendo la secrezione di acido cloridrico, promuovendo reazioni allergiche in tutto il corpo, non solo al cibo, ma anche ad inalanti e microrganismi.

E’ noto che in soggetti sensibili, inalare certe sostanze allergeniche come la polvere, le muffe o sostanze chimiche attraverso le vie respiratorie possano provocare un attacco di asma dove le vie aeree si infiammano, si gonfiano e si restringono. Meno noto è il fatto che per alcuni bambini, i primi attacchi di asma comincino con il consumo di latte vaccino.

Stomaco infiammato

Quando la mucosa dello stomaco si infiamma, le cellule parietali muoiono e la secrezione di acido cloridrico diminuisce. In questo studio, alcuni ricercatori Finalndesi nel 1979 scoprirono un importante indebolimento della secrezione di acido gastrico in 8 bambini su 8 che erano intolleranti al latte, 3 dei quali non avevano addirittura più acido cloridrico nel loro stomaco. Una reazione infiammatoria aveva danneggiato seriamente la parete della mucosa gastrica dei bambini, causando gastrite atrofica (diagnosticata con una biopsia dello stomaco). Dopo che ai bambini fu interrotta la somministrazione di latte vaccino e sostituita con latte materno o di soia, la loro funzione gastrica alla fine ritornò normale.

Come dimostrato dallo studio Finlandese, quando i bambini continuano a bere il latte nonostante il fatto che possano essere allergici, il danno alla parete dello stomaco può essere sufficiente a causare ipocloridria (o qualcosa di peggio), che blocca la produzione di pepsina e del fattore intrinseco. La combinazione di bassa acidità, bassi livelli di pepsina e fattore intrinseco ridotto compromette la digestione delle proteine e l’assorbimento e l’utilizzo di vitamina B12.

Oltre la barriera intestinale

Il glutine o altre proteine allergeniche che raggiungono indigerite o parzialmente digerite l’intestino a causa di ipocloridria o acloridria possono scatenare una reazione infiammatoria. Il risultato del danno alla parete intestinale perfora una delle più importanti barriere protettive del corpo, provocando una iperpermeanilità intestinale, nota anche come “leaky gut syndrome“.

Visto che il tratto gastrointestinale è essenzialmente un’estensione del mondo esterno, una delle sue funzioni principali è quella di mantenere le proteine estranee indigerite, dove devono stare. Una parete intestinale sana fa sì che vitamine, minerali, amminoacidi e altri prodotti della digestione passino attraverso le cellule per entrare in circolo nell’organismo. Ma allo stesso tempo, evita che questo accada per le proteine estranee, batteri, virus, funghi e qualsiasi altra cosa che possa risalire fino all’esofago.

In soggetti sensibili, le proteine estranee che riescono ad attraversare la barriera intestinale infiltrandosi nella circolazione generale possono diventare l’oggetto di una vigorosa reazione allergica a carico del sistema immunitario. E’ possibile sperimentare questa reazione in una varietà di modi differenti, dai disturbi intestinali e orticaria ad una reazione anafilattica generalizzata potenzialmente fatale, in cui i principali sistemi del corpo, compreso il tratto respiratorio, iniziano a deteriorare. Solitamente, una volta che un allergene viene rimosso, la reazione si dissolve. Via l’allergene, via la reazione.

In alcuni soggetti tuttavia, il quadro risulta più complicato, poiché la reazione allergica iniziale può scatenare il sistema immunitario a rivolgere il suo attacco verso il proprio corpo. A seconda di quale parte del corpo subisce l’assalto sbagliato del sistema immunitario, una varietà di differenti malattie autoimmuni possono svilupparsi. Queste includono l’artrite reumatoide, lupus eritematoso, la sclerosi multipla, la colite ulcerosa e molto altro.

Tra i fattori più importanti (che la barriera intestinale sia iperpermeabile o meno) c’è sempre il pH gastrico. In questo caso, un pH elevato interferisce con la digestione delle proteine e favorisce un overgrowth batterico che uniti contribuiscono a promuovere la permeabilità intestinale. Ovvero:

  • Bloccando la digestione delle proteine

La digestione delle proteine in amminoacidi tramite la pepsina avviene in modo più efficiente quando il pH nello stomaco è inferiore a 4. In assenza di sufficiente acido cloridrico nello stomaco, il pH aumenta e grandi quantità di proteine passano indigerite. Invece di parti di amminoacidi che si trasformano nel piccolo intestino, proteine ancora integre passano attraverso senza ostacoli.

  • Rendendo l’intestino permeabile

L’overgrowth batterico può inibire l’assorbimento di nutrienti e prepara il terreno allo sviluppo di certe malattie. I batteri possono anche essere l’anello mancante tra una bassa acidità gastrica ed alcuni casi di infiammazione dei tessuti connetivi e articolari ed altre forme di malattia autoimmune. Per esempio, persone con artrite reumatoide hanno spesso un notevole eccesso di proliferazione batterica nello stomaco. Si ipotizza che i prodotti di questi batteri possano danneggiare direttamente le articolazioni ed altri tessuti, ma possono generare ulteriore scompiglio quando le tossine batteriche danneggiano la parete del piccolo intestino. Danni del genere possono indebolire il rivestimento, rendendolo più permeabile (leaky) al passaggio delle proteine e di altre molecole nutrizionali a cui normalmente, non dovrebbe mai essere consentito di andare attraverso.

Reflusso acido ed allergie alimentari

E’ stato ormai provato che allergie ed intolleranze alimentari (oltre ad altri fattori) possano causare reflusso acido. Per i bambini ad esempio, è evidente che il latte vaccino provochi reflusso gastroesofageo e che semplicemente rimuovendo il latte, sparisce anche il reflusso. Per gli adutli, gli effetti sono simili (quando si parla di latticini), ma la letteratura scientifica a riguardo è piuttosto scarsa.

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Allergie ed intolleranze alla carne: acido arachidonico.

L’acido arachinodico è un acido grasso essenziale per vivere ma anche incredibilmente distruttivo se presente in quantità eccessive. Nei test di laboratorio, animali a cui vengono somministrate grandi quantità di altri acidi grassi, proseguono normalmente la loro vita, quando invece viene somministrato acido arachidonico, gli animali muoiono dopo pochi istanti.

L’acido arachidonico viene prodotto dal processo di sintesi degli eicosanoidi, ed è l’immediato precursore degli eicosanoidi cattivi. Ma non solo. L’acido arachidonico si ottiene anche tramite la dieta e sfortunatamente, la varietà di certe diete può trasformare l’acido arachidonico in eicosanoidi cattivi.

Per cui, nonostante scegliamo di consumare una “dieta perfetta“, possiamo ugualmente subire i danni dell’acido arachidonico. Ma la regola vale solamente per i soggetti particolarmente sensibili che ne ingeriscono grandi quantità.

Sintomi principali associati a troppo acido arachidonico:

  • fatica cronica
  • sonno poco riposante
  • difficoltà al risveglio e senso di stordimento
  • capelli fragili
  • unghie sottili e fragili
  • stipsi
  • pelle secca
  • prurito

L’acido arachidonico si trova in tutti i tipi di carne, specialmente nelle carni rosse, negli organi animali e nei tuorli d’uovo. Nonostante questi cibi siano notariamente ricchi di grassi e colesterolo, non è la presenza di grassi saturi o colesterolo che causa la gran parte dei problemi associati a questi cibi, ma il contenuto di acido arachidonico per le persone intolleranti.

Gli animali hanno lo stesso processo di sintesi delle persone e quando vengono nutriti ed ingrassati a suon di cereali, il carico di carboidrati stimola l’insulina così come accade agli umani. La buona notizia è quindi che animali allevati al pascolo e selvaggina hanno meno quantità di grasso, ed il grasso che sviluppano contiene quantità minori di acido arachidonico.

Il metodo più semplice è quello di evitare tutto il grasso visibile nella carne, soprattutto per ciò che concerne la carne rossa. Oltre all’integrazione di olio di pesce ricco di omega-3. E’ però utile ricordare che in caso di allergie ed intolleranze prolungate (e mai diagnosticate), anche il consumo di carne allevata al pascolo risulterà piuttosto vano, a meno di un periodo più o meno prolungato di astensione dal consumo di carne (soprattutto bovina, la più incidente nelle allergie).

Nel prossimo ed ultimo articolo della serie vedremo i possibili rimedi sia con dieta, digiuno che integrazione per risolvere allergie, intolleranze ed eccessiva permeabilità intestinale.

Bibliografia

  1. Why stomach acid is good for you?” di J. Wright & L. Lenard
  2. Why do I still have hypothyroid symptoms?” di Datis Kharrazian
  3. Primal Body, Primal Mind” di Nora Gedgaudas
  4. Protein Power” di Michael Eades & Mary Eades

3 Commenti

  1. carlo madonna 9 agosto 2014
  2. carlo madonna 9 agosto 2014
  3. Roberto 24 settembre 2014

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