Metalli pesanti: capire come e quando disintossicarsi

A seguito dell’ultimo post con gli esami per leaky gut, reazioni autoimmuni e cortisolo, ho proseguito le indagini. E visti i risultati precedenti ho effettuato ulteriori approfondimenti.

In particolare, considerati gli esiti del Multiple Autoimmune Reactivity Screen, Array 5 di Cyrex Labs e i “predictive antibobodies” del Cerebellar (cervelletto), ho effettuato anche l’Array 20 (Blood Brain Permeability Screen) per escludere che ci fosse una permeabilità di questa area.

Il cervelletto (cerebellum) è parte del cervello che controlla i movimenti e l’equilibrio. All’interno della corteccia cerebellare ci sono grandi neuroni chiamati cellule del Purkinje.

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Test per verificare la permeabilità della barriera sangue-cervello

Questo test (Blood brain barrier permeability) misura la proteine della barriera sangue-cervello (IgA & IgG combinate e IgM).

La rottura di questa barriera può essere dovuta a traumi cerebrali (incidenti), stress, infiammazione, cibo e batteri patogeni.

A causa della cross-reattività tra i fattori scatenanti ambientali e i tessuti neurologici, i pazienti con anticorpi circolanti che soffrono la rottura della barriera sangue-cervello, sono a rischio per quegli anticorpi ambientali che filtrano nel cervello, causando danni ai tessuti neurologici.

Prendiamo il caso di un paziente che reagisce al glutine, continua a consumare glutine ed ha una permeabilità della barriera sangue-cervello, gli anticorpi in circolo della gliadina possono raggiungere il sistema nervoso ed attaccare i tessuti a cui la gliadina cross-reagisce.

Il sistema immunitario del paziente produrrà autoanticorpi contro i tessuti neurologici, che causeranno ulteriori danni fino alla neuroautoimmunità. Simili effetti cross-reattivi possono verificarsi in presenza di infezioni microbiche.

Le condizioni cliniche relative alle cellule del Purkinje spaziano dall’esposizione tossica (mercurio, alcool) a problemi autoimmuni (morbo celiaco) e da mutazioni genetiche a malattie neurodegenerative.

Il test è indicato per chi ha permeabilità intestinale con livelli anormali di anticorpi contro i lipopolisccaridi e/o occludina/zonulina. Esattamente come me.

E questo è il motivo, spiegato benissimo dalla D.ssa Terry Wahls nel suo libro “The Wahls Protocol“:

Il collante che sigilla la parete intestinale è lo stesso composto che fodera i vasi sanguigni, per cui se inizia a rompersi, potete scommettere che la parete dei vasi sanguigni – compresi quelli che arrivano al cervello – con molta probabilità si romperanno anch’essi.

Potreste quindi avere un intestino che perde (leaky), vasi sanguigni che perdono ed un cervello che perde!

Nel cervello, la barriera sangue-cervello (emato-encefalica) che fornisce uno strato protettivo extra per il cervello contro i batteri infettivi diverrà meno efficace.

Il cervello è più soggetto a permettere cellule immunitarie eccessivamente attive, aumentando la probabilità di infiammazione inappropriata e problemi peggiorativi relativi a disturbi dell’umore e neurologici come la sclerosi multipla.

Questo è il motivo per cui un intestino che perde (leaky gut) non ha solo a che vedere con problemi gastrointestinali, ma ha che fare con l’intero sistema e la salute generale della persona.

Ecco quindi i risultati del mio test:

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Finalmente una buona notizia 😉 Il test è negativo.

Possiamo quindi procedere oltre.

Test per i metalli pesanti

Come possiamo sapere se stiamo perdendo la tolleranza chimica?

E’ possibile testare la tolleranza chimica misurando gli anticorpi delle sostanze chimiche ambientali.

Gli anticorpi positivi indicano una reazione immunitaria eccessivamente zelante alle sostanze chimiche ambientali ed una perdita della tolleranza chimica.

Non confondiamo l’esame degli anticorpi con i test che misurano la quantità di sostanze chimiche e metalli pesanti presenti in urina, capelli o feci.

Quando si ha a che fare con la perdita di tolleranza chimica, la tolleranza del sistema immunitario a questi composti è il fattore chiave, e non la quantità delle sostanze presenti nel corpo.

Questo è il motivo per cui certe persone non possono tollerare neppure tracce di certe sostanze senza reazioni avverse.

Alcune persone possono reagire ai metalli pesanti nel modo in cui alcuni reagiscono al polline o al glutine, provocando una risposta immunitaria.

In altre parole, qualcuno può avere una sensibilità immunitaria al mercurio, che è più comune di ciò che molti pensano. E sebbene molte persone abbiano un certo livello di mercurio nel corpo, non tutti i sistemi immunitari risponderanno come se si trattasse di un agente infettivo.

Quando le barriera dell’intestino, del tratto respiratorio o del cervello diventa permeabile (leaky), gli antigeni come il mercurio possono passare attraverso, creando potenzialmente una risposta immunitaria cronica e potente e scatenando probabilmente il gene per una malattia autoimmune.

Quale test? Chemical Immunity Reactivity screen!

Questo test (Array 11) prende in considerazione le tossine da fonti biologiche (aflatossine) e le sostanze tossiche prodotte dall’uomo (BPA, metalli pesanti, mercurio, formaldeide, parabeni, benzene, etc.).

Più che considerare i livelli di questi composti (attraverso urina, capelli, sangue, etc.) nel corpo, il test misura gli anticorpi contro queste sostanze legate ai tessuti.

Due persone possono avere la stessa esposizione ad una particolare sostanza chimica e una non subirà alcuna conseguenza, mentre l’altra potrà avere significative conseguenze sulla sua salute.

La presenza di questi anticorpi indica non solo l’esposizione a questi composti ma una perdita di tolleranza e un carico di esposizione tossica nell’organismo, che possono scatenare una reattività autoimmune.

Qual è dunque la differenza tra i test che misurano i livelli di sostanze chimiche nell’organismo (come il mineralogramma) e l’Array 11?

Le metodologie che misurano i livelli di sostanze chimiche in feci, urina o capelli (mineralogramma), mostrano l’evidenza dell’esposizione, ma falliscono nel determinare i rischi per la salute del paziente.

La risposta immunitaria umorale ci dice più di quanto possano rivelarci i livelli di esposizione a sostanze chimiche.

Ci dice infatti come la persona sta reagendo ad una specifica esposizione.

L’immunità umorale, il sistema in cui gli anticorpi vengono prodotti per combattere/riconoscere gli elementi invadenti, viene testata per una serie di obiettivi clinici, dalle allergie alle infezioni virali.

Questa stessa metodologia di test può essere utilizzata per rilevare gli anticorpi di sostanze chimiche legate ai tessuti umani.

Questo è il primo test che misura la reale risposta immunitaria alle sostanze chimiche, invece di rilevare semplicemente il livello di esposizione alle sostanze chimiche.

I livelli di anticorpi sono direttamente collegati alla quantità di esposizione alle sostanze chimiche?

No.

Ogni persona ha una risposta individuale alle sostanze chimiche.

Alcuni pazienti possono avere bassi livelli di esposizione, ma un sovraccarico nell’organismo (anticorpi elevati), mentre altri possono avere livelli elevati di esposizione, ma un carico nel corpo non misurabile (livelli normali di anticorpi).

Questi i risultati del test:

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I risultati del test indicano una positività a:
  • Isocyanate IgM
  • Trimellitic and Phthalic Anhydrides IgM
  • Mercury (i risultati “equivocal” sono da considerare positivi secondo Cyrex)
Isocyanate IgM

Gli isocianati sono sostanze chimiche altamente reattive e a basso peso molecolare. Possono causare irritazione agli occhi, al tratto respiratorio superiore e alla pelle.

Questi anticorpi indicano una reattività autoimmune agli isocianati che si trovano in molte cose tra cui:

  • schiuma
  • vernice
  • spray
  • lenzuola
  • solette per calzatura
  • pesticidi
  • adesivi
  • plastica
Trimellitic and Phthalic Anhydrides IgM

L’anidride trimellitica (TMA) è una sostanza chimica a basso peso molecolare. Questi anticorpi indicato una reattività autoimmune a sostanze chimiche utilizzate nella produzione di molte cose, tra cui:

  • PVC
  • resine
  • profumi
  • repellente per insetti
  • vernici
  • plastica

Phthalic Anhydride (PA) è una sostanza chimica utilizzata per rendere la plastica flessibile. Questa sostanza può filtrare nel cibo o può essere rilasciata nell’aria e depositata nella polvere.

Mercurio

Questi anticorpi indicato una reattività autoimmune al mercurio, che si trova in molti prodotti, tra cui:

  • Termometri
  • Rubinetti a galleggiante
  • Barometri
  • Amalgame Dentali
  • Crostacei e pesci (in particolari grandi pesci come tonno, salmone e pesce spada)
  • Lampadine a basso consumo
  • Pesticidi e fungicidi

Quindi che facciamo, cheliamo?

Terapia di chelazione, sì o no?

Sempre più persone vanno dal medico con vari problemi di salute scatenati da composti ambientali.

E cosa fanno molti medici?

Effettuano il test dei metalli pesanti che risulta sempre positivo e prescrivono terapie di chelazione utilizzando sostanze chimiche.

Oppure prescrivono ai pazienti programmi intensi di detossificazione del fegato.

Se un paziente ha reazioni avverse, il tutto viene semplicemente derubricato a segno evidente che la terapia sta funzionando.

Ma la verità è che la chelazione in certi pazienti (soprattutto con autoimmunità neurologica e perdita di tolleranza chimica) può essere devastante e distruggere permanentemente i tessuti dei nervi e del cervello.

Perché?

Perché la ricerca ha chiaramente capito che la chelazione tira fuori i metalli pesanti dai tessuti e li redistribuisce, raggiungendo così il cervello, promuovendo tossicità, infiammazione, neurodegenerazione e talvolta effetti collaterali gravi.

In questi casi la chelazione promuove l’attivazione immunitaria a causa dell’intolleranza chimicia. E’ come nutrire un celiaco col glutine.

La chelazione non dev’essere intrapresa fino a quando la persona ha dimostrato che l’integrità della barriera immunitaria e le risorse di glutatione sono state rispristinate.

Una persona deve essere abbastanza sana per tollerare le reazioni avverse che la chelazione può produrre e calcolare sempre il rapporto clinico rischio-beneficio.

In una situazione di permeabilità, la cosa più importante da fare è ripristinare l’integrità delle barriera immunitaria.

Questo evita che il mercurio (o alte sostanze) raggiunga parti che non deve raggiungere come il cervello e i tessuti nervosi.

Oltre a fornire i nutrienti necessari per ripristinare queste barriere, ricordate che lo stress indebolisce significativamente questi tessuti.

E visto che una glicemia instabile è un grande stress, controllare la glicemia attraverso la dieta è fondamentale.

Quando il ripristino dell’integrità delle barriere immunitarie produce una diminuzione della condizione autoimmune, la chelazione può essere appropriata, ma forse no.

E’ meglio vivere in pace con il mercurio, piuttosto che distruggere in modo permanente i tessuti del cervello nel tentativo di eliminarlo.

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Glutatione e chelazione

Uno degli approcci fondamentali per migliorare la tolleranza chimica è di supportare i livelli di glutatione ed il sistema di riciclo del glutatione.

Il glutatione è l’antiossidante più potente del nostro corpo ed è essenziale per un sano sistema di difesa.

Idealmente, il corpo mantiene sufficienti livelli di glutatione. Però, stress cronico o estremo lo esauriscono.

Oltre a questo, le malattie autoimmuni e l’esposizione a composti tossici svuotano ulteriormente i preziosi rifornimenti di glutatione.

Infatti, è difficile sviluppare intolleranza chimica o autoimmunità se il sistema del glutatione è ben solido.

Quando l’organismo ha bassi livelli di glutatione, un composto ambientale come la plastica, i pesticidi, i profumi o i fumi della benzina hanno più possibilità di scatenare una reazione immunitaria.

Questo porta eventualmente ad una perdita di tolleranza chimica ed una riposta immunitaria esagerata ai composti ambientali.

E’ in questo scenario che la chelazione dei metalli pesanti può avere conseguenze disastrose.

Come la chelazione rilascia metalli pesanti in un sistema svuotato di glutatione, questi metalli liberati possono scatenare malattie autoimmuni ed infiammazione.

L’esperienza clinica di Datis Kharrazian:

Ho visto molte persone crollare sotto i colpi di una terapia di chelazione.

A queste persone viene detto che si stanno detossificando ma la realtà è che si stanno infiammando perché non c’è abbastanza glutatione per assorbire il danno, e l’organismo è costretto a subire il colpo.

E’ fondamentale assicurarsi che il sistema del glutatione sia sano prima di intraprendere una terapia di chelazione e che la barriera immunitaria dell’intestino, del cervello e del tratto respiratorio non sia permeabile o danneggiata.

Il glutatione non protegge solo le cellule agendo come un antiossidante.

E’ anche un chelatore sicuro, nel senso che può legarsi ai composti ambientali (per formare strutture complesse che sono meno tossiche ed immuno-reattive dei metalli liberi) ed aiutare a rimuoverli dal corpo.

E’ stato dimostrato che i nutrienti che supportano i livelli di glutatione e di riciclo chelano e eliminano i metalli pesanti dall’organismo senza redistribuirli in altri tessuti come il cervello.

Sebbene il glutatione non abbia le stesse proprietà chelanti e leganti di agenti come DMSA, DPS e EDTA, è comunque un’interessantima forma di terapia poiché chela senza redistribuire i metalli in altri tessuti.

Supportare il riciclo del glutatione

La prima cosa da fare è ridurre gli stressori che svuotano questo sistema vitale.

Per essere pratici, mantenere una glicemia stabile, individuare ed eliminare le intolleranze alimentari, guarire l’intestino, equilibrare gli ormoni, e così via.

Di seguito i composti botanici nutrizionali basilari che la ricerca ha scoperto supportare i percorsi di riciclaggio del glutatione:

  • N-acetilcisteina (NAC)
  • L-glutammina
  • Selenio
  • Cordyceps
  • Centella Asiatica (Gotu kola)
  • Cardo Mariano (Silybum marianum)
Sangue, urine o sudore per eliminare i metalli pesanti dall’organismo?

Nello studio “Blood, Urine, and Sweat (BUS) Study: Monitoring and Elimination of Bioaccumulated Toxic Elements“, i ricercatori hanno analizzato la concentrazione di circa 120 sostanze tossiche in urina, sangue e sudore di 20 partecipanti (10 sani, 10 con vari problemi di salute), di cui 11 uomini e 9 donne tra i 44 e i 46 anni.

I partecipanti allo studio acconsentirono a donare 200 ml di sangue, un campione della prima urina del mattino e 100 ml di sudore.

Il sudore venne raccolto da ogni partecipante durante la sauna ad infrarossi (per 10 partecipanti, 7 utilizzarono una sauna normale e 3 dopo intensa attività fisica) passandosi una spatola sul corpo e trasferendo il sudore in un contenitore di vetro.

Il sudore fu raccolto 1 settimana prima o dopo la raccolta del sangue.

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Furono trovati elementi tossici in differenti quantità in sangue, urina e sudore.

Molte sostanze furono eliminate attraverso il sudore, probabilmente perché immagazzinate nei tessuti e quindi indisponibili nel sangue.

La sudorazione indotta attraverso la sauna sembra essere un metodo potenzialmente valido per l’eliminazione di sostanze tossiche dall’organismo.

Ad ogni modo, la concomitante perdita di minerali necessari tramite il sudore (evidenziato anche nei dati dello studio), ci serve a ricordare che gli utilizzatori di sauna dovrebbero assicurarsi un adeguato consumo di minerali per compensarne la perdita durante la sauna.

Visti i risultati dei test, la mia attuale terapia di “chelazione” prevede:
  • Tintura di Burbur – Nutramedix
  • Sauna infrarossi

Per oggi è tutto folks. Alla prossima con nuovi test.

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BONUS: per ricevere i contatti della mia nutrizionista e le istruzioni (modalità e costi) per ordinare i test di Cyrex Labs, clicca qui.

 

83 Commenti

  1. Daniel 5 maggio 2014
  2. Paolo 5 maggio 2014
    • micaela 20 giugno 2015
      • Gabriele 24 giugno 2015
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  15. paolo 23 ottobre 2014
  16. Gabriele 24 ottobre 2014
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  17. Giorgio 11 novembre 2014
  18. Gabriele 11 novembre 2014
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  20. Elena Luzi 17 novembre 2014
  21. Gabriele 19 novembre 2014
  22. Elena 19 novembre 2014
  23. Gabriele 20 novembre 2014
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  24. paolo 6 febbraio 2015
  25. Domenico 4 marzo 2015
  26. antonio 1 aprile 2015
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  27. Fortuna 9 aprile 2015
  28. Rafa 27 aprile 2015
  29. Flavia 18 maggio 2015
  30. Manuela 22 giugno 2015
    • Gabriele 24 giugno 2015
  31. Goga 11 settembre 2015
  32. Carlo Somigliana 26 ottobre 2015
    • Gabriele 28 ottobre 2015
  33. Corrado Penna 30 ottobre 2015
    • Gabriele 5 novembre 2015
  34. Carlo 21 novembre 2015
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  37. barbara 31 maggio 2016
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  57. Gabriele 19 settembre 2014
  58. Gabriele 19 settembre 2014
  59. Gabriele 19 settembre 2014
  60. Gabriele 30 settembre 2014
  61. michele 30 settembre 2014
  62. Gabriele 1 ottobre 2014
  63. michele 1 ottobre 2014
  64. Gabriele 24 ottobre 2014
  65. paolo 24 ottobre 2014
  66. Gabriele 24 ottobre 2014
  67. Gabriele 18 novembre 2014
  68. Gabriele 19 novembre 2014
  69. michele 20 novembre 2014
  70. mattia 2 dicembre 2014
  71. giorgia 17 dicembre 2014
  72. Gabriele 30 aprile 2015
  73. Gabriele 18 maggio 2015
  74. diana 25 maggio 2015
  75. Samu 25 maggio 2015

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