Vitamina D: a cosa serve e perché è opportuno integrarla

L’ottimizzazione della vitamina D riduce i tassi di mortalità del 50%.

Si tratta di una vitamina liposolubile e contribuisce a varie attività tra cui: la funzione immunitaria, il metabolismo del calcio e del fosforo, la mineralizzazione delle ossa.

La vitamina D è fondamentale per:

  • il metabolismo dei grassi
  • la prevenzione del cancro
  • l’autoimmunità
  • la fertilità
  • il diabete di tipo 1 e 2
  • le malattie cardiovascolari
  • l’azione anti-infiammatoria
  • la funzione tiroidea

La vitamina D è principalmente “fabbricata” nella pelle, quando si è esposti al sole; è inoltre presente in alcuni cibi come l’olio di di fegato di merluzzo.

La carenza di vitamina D porta a rachitismo ed indebolimento immunitario. Una buona parte della popolazione (oltre il 50%) soffre di carenza di vitamina D. Anche seguire una paleo dieta equilibrata, in assenza di integratori o sufficiente esposizione solare, non è sufficiente per avere adeguati livelli di vitamina D,

La carenza di vitamina D è estremamente dannosa per la salute. Tra le varie cose, una carenza contribuisce a:

  • Mortalità: persone con più alti livelli di vitamina D hanno meno probabilità di morire (per qualunque causa). Nel LURIC study, solo l’8% dei soggetti aveva un livello di vitamina D superiore a 30 ng/ml. Queste persone correvano 1/4 del rischio di morire rispetto a coloro i quali ne erano carenti. In questo studio, un team di scienziati austriaci scoprì che bassi livelli di vitamina D indicavano un rischio maggiore di morte per le malattie cardiovascolari.
  • Malattie infettive: in presenza di forte rachitismo, le persone morivano frequentemente di infezioni respiratorie, come polmonite, tubercolosi ed influenza. L’influenza ed altre infezioni respiratorie colpivano principalmente in inverno, quando il livello di vitamina D si abbassa. Queste connessioni non sono casuali. In un esperimento condotto su studenti giapponesi, l’integrazione con 1.200 UI al giorno di vitamina D ridusse il rischio di influenza del 42%.
  • Demenza: la vitamina D è molto efficace nel miglioramento della funzione cognitiva nei pazienti con l’Alzheimer. In un caso, un medico dello stato di Georgia riportò che un paziente con l’Alzheimer che non aveva parlato per un anno, ritrovò la capacità di conversare alcuni mesi dopo aver integrato con 5.000 UI di vitamina D al giorno.

Alla prossima puntata con fonti, dosaggi e tossicità della vitamina D.

Bibliografia

  1. La paleodieta” di Robb Wolf
  2. Perfect Health Diet” di Paul Jaminet & Shou-Ching Jaminet
  3. http://paleodietlifestyle.com/vitamin-d/
  4. http://paleo.com.au/2012/02/vitamind/
  5. http://paleozonenutrition.com/2011/03/01/much-higher-vitamin-d-intake-needed-and-there-is-more-to-sun-than-vit-d/

3 Commenti

  1. Davide 20 maggio 2014
  2. eva 28 aprile 2015
    • Valentino 27 dicembre 2016

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguimi su Facebook ⇒
+